L’arrivo di una visione In ogni piega del tempo si prepara silenziosamente il futuro. Per Monastier, quel futuro arrivò il 28 gennaio 1965 a bordo dell’auto del Dott. Augusto Delaito. Medico condotto di professione, ma sognatore per vocazione, Delaito portava con sé una borsa carica di strumenti medici e un cuore che batteva al ritmo dei motori.
Proveniente da Paese, dove il motociclismo era una religione civile e dove lui stesso si era distinto come pilota e dirigente, il Dottore si ritrovò in una realtà che amava definire un "bello addormentato". Monastier era un paese operoso, ma ancora privo di quella scintilla agonistica capace di far vibrare l'animo dei giovani. La sua missione divenne subito chiara: curare non solo i corpi, ma anche la noia, portando lo spirito della competizione e del gruppo tra quelle strade.
Dall'idea all'azione: uno spirito "Garibaldino" Non passò molto tempo prima che il suo studio diventasse un quartier generale di idee. Il Dott. Delaito iniziò a osservare i ragazzi del posto, scegliendo con cura i più intraprendenti, coloro che avevano il fuoco negli occhi e la voglia di sporcarsi le mani di grasso.
L’inizio fu, come piace ricordarlo a noi, "garibaldino": c’era molta audacia e pochi mezzi. Ma la determinazione del Dottore era contagiosa. In breve tempo, quella che era solo un’idea intorno a un tavolo si materializzò in simboli concreti: comparvero le prime tessere, vennero sventolati i primi gagliardetti e il logo del Moto Club Monastier iniziò a farsi vedere con orgoglio sulle giacche dei soci. Non era più solo un passatempo, era un’istituzione che prendeva forma.
L'estate del 1965: i primi passi di un gigante Nell’estate di quello stesso anno, il sodalizio mosse i suoi primi passi ufficiali. Non ci si accontentava di sfilare: si voleva correre. Arrivarono le prime attrezzature per la gimkana, le tute in pelle profumate di nuovo, i caschi che allora sembravano armature moderne. Ogni domenica diventava un rito, ogni prova di abilità un modo per dire "noi ci siamo".
La precisione chirurgica del Dott. Delaito e la sua fermezza nel dirigere il club trasformarono un gruppo di appassionati in una macchina da guerra sportiva. Quell’edificio ideale, costruito con fatica e passione, iniziò a dare frutti incredibili in tempi record.
Il trionfo più bello In meno di due anni, la sede del Club passò dall'essere una stanza spoglia a diventare un tempio di trofei. Coppe e medaglie iniziarono a riempire le bacheche, ma il ricordo più dolce, quello che ancora oggi fa brillare gli occhi ai veterani, risale a quegli albori.
Il primo, indimenticabile sigillo fu il titolo di Campione Italiano nella categoria 75cc Gimkana, conquistato dal talento purissimo di Dino Bastianon. Fu la conferma che il Dott. Delaito aveva ragione: Monastier non stava dormendo, aspettava solo il segnale giusto per accendere i motori e prendersi la gloria.
Oggi, come allora, corriamo portando con noi quel primo gagliardetto e la stessa inesauribile passione.